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C'era una volta il Quartetto Cetra

“Lo stile a quattro voci strette era tipico degli anni '40 ed è arrivato dall'America con l'orchestra di Glenn Miller e con le orchestre di Benny Goodman eccetera, e dei quartetti e quintetti vocali che in quel momento erano in voga in America e che noi adoravamo. I Mills Brothers già andavano a 3 voci più un basso, uno che faceva l'imitazione del basso ambulante, ma quelli invece che negli anni '40 erano di grande moda erano i Modernaires, i Merry Macs, i Pied Pipers ecco, tutti gruppi che cantavano a voci strette, ad armonizzazione stretta (…) cosa difficile e faticosa ma entusiasmante poi da un punto di vista di sonorità e di ensemble vocale.” Così Virgilio Savona racconta la passione per il jazz del Quartetto Cetra, che dalla musica americana prendeva grande ispirazione, reinterpretandola e rendendola accessibile al pubblico italiano.

Un esempio tra i tanti è la loro versione di “If you can't sing it, you'll have to swing it” (meglio conosciuta come “Mr. Paganini”), un brano scritto da Sam Coslow e pubblicato per la prima volta nel 1936 dalla splendida Ella Fitzgerald.

Il Quartetto decide di portarlo in Italia cambiando completamente il testo e l'atmosfera del brano. Nasce così “La leggenda del prode Radames” che prende a prestito i personaggi dell'”Aida” facendo una parodia della tragica storia d'amore tra Aida e Radames: Radames torna dalla guerra pieno di quattrini e chiede in sposa Aida a sua mamma, la quale acconsente a patto che il guerriero offra...molti “dindi”.

L'amore per il jazz torna anche nei brani dedicati a Sinatra, a Gershwin e nelle svariate versioni di classici del jazz americano presenti nel repertorio del quartetto.

Ma i Cetra non si sono certo limitati ad un solo genere, interpretando con grande leggerezza e ironia anche brani per bambini. Chi non ha cantato, almeno una volta nella vita, “Nella vecchia fattoria”?

Il brano è ormai entrato nel nostro repertorio popolare per bambini, ma arrivò in Italia solamente nel 1949 ad opera dei quattro cantanti.

L'originale, “Old Mac Donald had a farm”, compare in diverse versioni tra l'Inghilterra e l'America, già a partire dal 1720, fino a raggiungere una forma definita nella prima metà del '900. Nel 1947 viene incisa da Nat King Cole sul suo disco “King Cole for Kids” ed è proprio quello l'album che Tata Giacobetti trova tra le bancarelle di Porta Portese. I Cetra la rielaborano parzialmente, la inseriscono in un loro disco dedicato ai bambini e da allora il brano raggiunge grandissima popolarità in Italia e all'estero. Oltre ad essere tradotto in molti paesi, Old Mac Donald verrà ancora reinterpretato da grandi artisti americani del calibro di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Elvis Presley e Bing Crosby.

Quello che resta però il tratto maggiormente distintivo del Quartetto è la canzone-spettacolo, a metà strada tra cabaret e musica, nel quale i Cetra non hanno avuto veri eredi. Un esempio di questo genere è “In un palco della Scala”, un omaggio al grande teatro d'opera ricco di citazioni musicali e riferimenti ai personaggi che ne hanno fatto parte. Con la stessa formula, “Vecchia America” propone un ritratto dell'America degli anni '20 e dei grandi artisti che ne hanno fatto parte.

Gli arrangiamenti sono complessi, ricchi di variazioni e cambi di tempo che tengono viva l'attenzione del pubblico e mostrano le abilità e la compattezza vocale del gruppo.

Il Quartetto Cetra è un caso unico nel panorama musicale italiano. La loro longeva carriera è stata costellata di successi grazie alla capacità di reinventarsi continuamente e di lavorare in squadra, ognuno con un ruolo determinante per la vita dell'ensemble: “Noi non avevamo una ricetta, o perlomeno non sapevamo di averla, adesso guardando i Cetra così dall'esterno, dal di fuori io li vedo molto amici, con la stessa passione per la musica, per il jazz, molto attenti ai vari generi musicali che ci si affiancavano, e con i quali noi prendevamo subito il passo perché ci piaceva essere aggiornati, non perché volevamo correre dietro alle mode ma perché ci piaceva viverle, starci dentro, interpretarle e perché no, se capitava, anche metterle alla berlina.”1

Vi aspettiamo ai nostri concerti di luglio dove vi racconteremo di questo favoloso ensemble vocale, soffermandoci su quella parte del loro repertorio che strizza l'occhio al jazz! “C'era una volta il Quartetto Cetra”

Venerdì 12 luglio, ore 21

Per Antiche Contrade, Strozza

Mercoledì 17 Luglio, ore 21.30

Suoni Mobili, Villa dei Cedri, Merate





1Dall'intervista di Antonio Costa Barbe' a Virgilio Savona, 1994

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